HOME PAGE

Strage di Corinaldo: è disastro colposo aggravato

CODACONS al fianco delle vittime

Codacons, a seguito della contestazione del reato di disastro colposo nell’incidente avvenuti durante il concerto di “Sfera Ebbasta” a Corinaldo ha deciso di scendere in campo e sostenere le centinaia di famiglie coinvolte nella dura battaglia per l’accertamento delle gravi responsabilità nei fatti, fornendo assistenza legale ed informazioni, raccogliere adesioni e documenti per una azione collettiva contro i responsabili e contro gli enti pubblici preposti ai controlli, con richiesta di danni nel futuro processo penale.

Cosa cambia per le vittime

La Procura di Ancona, che indaga sulla morte dei 6 ragazzi, ed il ferimento di altre centinaia, avvenuta l’8 dicembre 2018 durante il concerto del trapper “Sfera Ebbastaa Corinaldo, ha difatti elevato il livello delle contestazioni, ed ai reati di omicidio colposo e lesioni plurime aggravate, si aggiungono ora le accuse di falso ideologico in atto pubblico relative al rilascio delle licenze ed i controlli mai eseguiti, e soprattutto il terzo reato: DISASTRO COLPOSO AGGRAVATO, che coinvolge proprietari e gestori del locale, ma anche otto nuovi indagati (tra questi il sindaco Matteo Principi ed altri quattro componenti della Commissione di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo dei comuni associati di Corinaldo e Castellone di Suasa, i vigili del fuoco e due consulenti esterni).

La accusa per reato di disastro colposo, comporta innanzitutto che anche chi non ha presentato querela nei tre mesi dai fatti, ma era all’interno della discoteca, ora è parte offesa e potrà costituirsi parte civile nel processo penale, chiedendo di esser risarcito per il danno da pericolo.

Le indagini degli inquirenti hanno difatti accertato che il locale, utilizzato come discoteca, fosse in realtà un magazzino agricolo.

Non solo il cambio di destinazione d’uso non era mai stato formalmente rilasciato, ma mancava il certificato di agibilità dell’immobile, che si trova in un’area urbanisticamente incompatibile con una destinazione d’uso a locale di pubblico spettacolo, e le caratteristiche tecniche delle vie di esodo e del sistema di areazione della “Lanterna Azzurra”, tali da garantire sicurezza per 871 persone, cioè il numero massimo ufficiale di capienza indicato nella licenza rilasciata dal Comune il 20 ottobre 2017, in realtà non erano mai state controllate, nonostante le 14 prescrizioni imposte dalla Commissione di vigilanza locale.

Come se non bastasse, la licenza del “Lanterna Azzurra clubbing” dalle prime verifiche sembrerebbe esser stata falsificata, prima dai consulenti dei proprietari dell’immobile nel 2014 e poi della Magic S.r.l. nel 2017, per gonfiare la capienza massima del locale che invece, secondo il consulente della Procura, poteva contenere al massimo 255 persone.

A conti fatti nella sala 1 della pseudo-discoteca, priva di agibilità urbanistica e di adeguate misure di sicurezza, quella notte c’erano ben più di mille persone (quasi 1.400 tickets emessi) a fronte di 255 possibili. Più di 5 volte il numero di capienza massima.

Da una parte quindi c’è chi dovrà rispondere della produzione di documenti falsi, dall’altra chi quei documenti non li ha mai verificati. Al fianco di chi ha venduto un migliaio di biglietti per un concerto che di fatto non esisteva, da tenersi in una discoteca che era un magazzino agricolo privo dei necessari dispositivi di sicurezza: lo scivolo e la scala a ventaglio non erano a norma, il punto di raccolta “S3” non era sufficientemente illuminato e non aveva le segnalazioni dell’uscita di emergenza, le due balaustre («di fattura artigianale e in stato di ossidazione avanzata, inglobate in vegetazione rampicante») non erano idonee a sopportare le sollecitazioni delle azioni di spinta, derivanti da un rapido deflusso del pubblico in situazioni di esodo urgente.

La nuova contestazione del reato di disastro, allora, è fondamentale per chiamare in causa tutti i responsabili, assieme agli enti e società di cui questi facevano parte,  e garantire a tutti i ragazzi di essere a pieno titolo parte offesa dai reati ed ottenere giustizia, anche attraverso un adeguato risarcimento del danno.

Difatti, a differenza del reato di lesioni personali – procedibile a querela di parte – il reato di disastro colposo è procedibile d’ufficio, quindi tutti i ragazzi che erano nella discoteca, anche coloro che non avevano sporto querela nei tre mesi dal fatto, sono legittimati a costituirsi parte civile nel processo penale che seguirà alla chiusura delle indagini.

I nuovi 8 indagati, ad aggiungersi ai 10 già iscritti subito dopo i fatti, sono chiamati tutti a rispondere dei reati contestati a vario titolo, compreso il disastro colposo aggravato.

IL SEQUESTRO PREVENTIVO DEL LOCALE DISCOTECA e STATO INDAGINI

La Procura di Ancona, dopo aver messo da subito i sigilli ai locali con funzioni probatorie (cioè al fine di impedire la modificazione dello stato dei luoghi e garantire le indagini e raccolta di indizi da parte degli inquirenti), ha ora chiesto e ottenuto il sequestro preventivo della finta discoteca. I proprietari del locale avrebbero in effetti anche potuto avanzare una richiesta di dissequestro del locale, tornando ad organizzare feste o concerti, mentre oggi, grazie alla misura cautelare reale firmata dal Gip, è stato definitivamente impedito che la “Lanterna Azzurra” possa riaprire al pubblico perché, in queste condizioni, è altissimo il pericolo che si consumino gli stessi reati.

Il 31 maggio 2019 si terrà una convocazione per esami tecnici irripetibili sugli smartphone e tablet sequestrati agli indagati e su incarico di alcune famiglie, nomineremo il nostro consulente di parte per verificare i dati raccolti dalla Procura. Riteniamo che l’accertamento informatico sia importante per poter entrare nel caso, avere una parziale discovery delle prove ed informazioni raccolte dai PM e stare al passo con le indagini.

Un altro elemento di particolare significato sono tutti i documenti urbanistici ed amministrativi, che potremo esaminare una volta acquisiti ex art. 415 bis al termine della fase di indagini preliminari.

COSA FARE

CHI SIAMO

compila il MODULO ONLINE per essere ricontattato

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

Crea il tuo sito web su WordPress.com
Crea il tuo sito